Quanto costa un kWh di energia elettrica e come fare a calcolarlo: nell’articolo vedremo tutti questi aspetti e scopriremo quali sono le differenze del costo del kWh nel mercato tutelato e nel mercato libero.

 

Cos’è il kWh e come si calcola

Il kWh è l’unità utilizzata per misurare il consumo di energia elettrica. Il costo dipende da una serie di voci che determinano l’importo finale della bolletta.
A prescindere dal mercato (libero o tutelato), la bolletta è composta da:

  • una quota fissa, indipendente dai consumi,
  • una quota variabile (quota energia), legata ai kWh effettivamente utilizzati.

In passato la quota energia incideva per circa il 48% sul costo totale.

[AGGIORNAMENTO 2025: oggi la materia energia pesa in media tra il 40% e il 45% della bolletta. Il resto è composto da costi di trasporto, oneri di sistema (che negli ultimi anni sono stati più volte ridotti o sospesi) e imposte.]

 

Prezzo del kWh in Italia

Il prezzo del kWh in Italia è influenzato dal costo dei combustibili fossili, dalla domanda e dal Prezzo Unico Nazionale (PUN), che varia ogni giorno in base all’andamento della Borsa elettrica.

[AGGIORNAMENTO 2025: tra il 2022 e il 2023 i prezzi sono aumentati fortemente per la crisi energetica, con picchi oltre 0,50 €/kWh. Nel 2024-2025 il PUN medio si è stabilizzato intorno a 0,10-0,13 €/kWh, pur restando variabile in base alle fasce orarie.]

 

Mercato tutelato e mercato libero

In Italia l’energia elettrica è stata storicamente divisa in due mercati: tutelato e libero.

  • Nel mercato tutelato, le tariffe erano stabilite dall’ARERA e aggiornate ogni tre mesi.
  • Nel mercato libero, invece, i fornitori propongono offerte in concorrenza tra loro.

[AGGIORNAMENTO 2025: dal luglio 2024 il mercato tutelato è terminato per i clienti domestici non vulnerabili. Rimangono nel servizio di tutela solo i cosiddetti clienti vulnerabili: over 75, persone con disabilità gravi, beneficiari di bonus sociali, chi vive in strutture di emergenza o in aree colpite da calamità naturali.]

 

Il costo del kWh nel mercato tutelato

[AGGIORNAMENTO 2025: se sei un cliente vulnerabile, il prezzo del kWh continua ad essere stabilito trimestralmente da ARERA. Per tutti gli altri, questa opzione non è più disponibile.]

Le tariffe possono essere ancora mono orarie o bi orarie, con costi diversi a seconda dell’orario di consumo.

 

Il costo del kWh nel mercato libero

Nel mercato libero il prezzo dell’energia non è deciso da ARERA, ma dai singoli fornitori.

[AGGIORNAMENTO 2025: oggi esistono diverse tipologie di contratti:

  • Prezzo fisso per 12 o 24 mesi, utile per proteggersi da aumenti,
  • Prezzo indicizzato al PUN, che segue l’andamento del mercato,
  • Offerte “green”, che garantiscono energia 100% rinnovabile.

Per confrontare le proposte in modo trasparente, ARERA mette a disposizione il Portale Offerte, uno strumento gratuito e ufficiale.]

 

Come calcolare il costo di un kWh

Per calcolare il costo di un kWh, si parte dalla bolletta:

  1. Individuare la spesa totale (comprensiva di tasse e oneri)
  2. Dividerla per i kWh consumati nello stesso periodo

Esempio pratico: se la bolletta è di 100 € per 400 kWh, il costo medio è 0,25 €/kWh.

[AGGIORNAMENTO 2025: oggi molti fornitori mettono a disposizione app e aree clienti online che mostrano già il costo unitario effettivo. Inoltre, il Portale ARERA consente di confrontare facilmente le offerte sulla base del prezzo complessivo €/kWh “tutto compreso”.]

 

FAQ utili

Quanto costa oggi un kWh in Italia?

Nel 2025 il prezzo medio del PUN varia tra 0,10 e 0,13 €/kWh. Il costo effettivo in bolletta, comprensivo di tutte le spese, si aggira in media intorno a 0,25-0,30 €/kWh.

Conviene il prezzo fisso o variabile?

Dipende dalle esigenze: il prezzo fisso protegge da rialzi, il variabile segue i ribassi del mercato.

Come posso risparmiare sulla bolletta?

  • Confrontando regolarmente le offerte sul mercato libero,
  • Utilizzando elettrodomestici efficienti,
  • Installando impianti fotovoltaici per l’autoconsumo.

[AGGIORNAMENTO 2025: il fotovoltaico domestico, sempre più diffuso grazie agli incentivi, permette di abbattere fino al 60% dei consumi prelevati dalla rete.]

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